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Teudis - Vidigulfo (17 anni)

Sono Teudis, ho 17 anni e partecipo ad Amici in Aiuto da prima ancora che diventasse tale.

Nonostante io vada quasi tutte le settimane, non é mai diventata un’abitudine. Ogni domenica è diversa da quella prima, dopo due anni conosco i nomi e le vite di tutti ma ogni volta é come se fosse la prima. La necessità é la stessa, il rapporto é lo stesso e la tristezza, la rabbia é la stessa.

La mia utopica speranza é quella di non trovare più nessuno, di sapere che non ci sia più neanche una persona da aiutare ma, purtroppo, sono sempre di più.

Raffaella - Milano

Sono Raffaella e vengo da Milano. La mia esperienza di volontariato con i senza tetto è iniziata per caso, coinvolta da una amica Pilar e non nascondo che all'inizio c'era un po' di timore, di senso di inadeguatezza, anche paura di essere invadente nei confronti di chi spesso (ma non sempre) ha fatto del vagabondaggio una scelta di vita. Spesso all'inizio di questa esperienza mi domandavo quale fosse il modo migliore per approcciare una persona che vedi accucciata per terra, sporca e intirizzita che la maggior parte delle volte non ti chiede nulla quasi sperando di "restare invisibile". Poi scopri che non c'è una formula. Scopri che basta chiedere: come stai? hai fame? vuoi una coperta? Scopri che meno chiedi e più ti raccontano le loro storie. A volte un po' romanzate forse ma va bene così...Chi sono io per giudicare? Accogli, ascolti, cerchi di aiutare nel concreto: scarpe rotte da sostituire, un giaccone più pesante, una colla per dentiera, gli occhiali per leggere...Così domenica dopo domenica ti accorgi che ti stai prendendo cura di qualcuno che non ti ha chiesto nulla ma che si fida di te. Non so dire che cosa ci muova verso questa forma di aiuto ma so che per tutti dopo poco è molto naturale.

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Francesca - Locate

Ho iniziato la sera di Pasqua del 2025, per caso, ero a casa da sola e una mia cara amica mi ha invitato ad andare a cucinare in oratorio a Locate, per poi recarci a Milano a distribuire pasti ai senza tetto.

Da quella sera, non ho più smesso.

È stata un' esperienza talmente forte, coinvolgente e "contagiosa" , che non riesco ad immaginare di non andare avanti.

Ho conosciuto tante persone, sia tra i volontari, che tra i senza tetto, ognuno di loro mi ha dato , e tutt' ora mi dà, tanto. Una sera ho coinvolto anche i miei ragazzi.

Si vede che quando parlo di questa esperienza, qualcosa trasmetto, perché a me si sono aggiunti colleghi e amici che , con frequenze diverse, vengono ad aiutare.

Il passaparola è importante e contagioso e, come dice Teudis, il nostro riferimento tra i volontari di amici in aiuto, da cosa nasce cosa e il bello, porta bello.

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Teudis - Vidigulfo (47 anni)

​​Ho tre figli di 19, 17 e 13 con cui circa tre anni fa siamo andati in centro a Milano a portare dei vestiti durante il mese di dicembre. E' stata un'esperienza toccante e profondamente educativa per tutti. Ci ha smosso qualcosa di molto grande. Da allora non possiamo fare a meno di dare una mano ogni domenica, inventarci nuove iniziative e coinvolgere tutti gli amici, che a loro volta hanno coinvolto i loro. Da un grande desiderio nato da una scintilla piccola possono nascere iniziative incredibilmente belle.

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Jordi - Vidigulfo (13 anni)

​​​Jordi, tempo fa si è inventato il nome "Amici in Aiuto" dopo le prime serate fatte con suo papà e i suoi fratelli. Nonostante sia uno dei volontari più giovani, è da esempio per tutti gli altri. Grazie a lui e alle sue email sincere e semplici abbiamo ricevuto donazioni da aziende di tutta Italia.

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Anna - Vidigulfo (19 anni)​​

Da quando ho iniziato quest'attività sono profondamente cambiata. Le prime serate di donazione tornavo a casa che mi sentivo completamente impotente e vuota. Oggi, accolgo ogni sorriso, ogni ringraziamento, ogni minimo sguardo e capisco che per cambiare il mondo basta uscire di casa e mettersi a disposizione. Ogni giorno mi attivo per migliorare ciò che facciamo, fare nascere nuove attività, creare nuovi rapporti. Penso che soprattutto alla mia età sia fondamentale aprirsi al mondo e mettersi a disposizione degli altri.

Sofia - Milano (23 anni)
Sono Sofia, studentessa del quinto anno di medicina. Ho iniziato a fare volontariato con Amici in Aiuto qualche mese fa, dopo aver conosciuto l’iniziativa in università. Mi ha subito colpita il senso di comunità tra i volontari e i legami che si creano con le persone che aiutiamo. Un episodio che mi ha toccata particolarmente è successo qualche sera fa: avevamo offerto a un signore un cappellino nuovo, ma lui ne aveva già uno e invece di tenerli entrambi ci ha proposto di scambiare quello offerto da noi con il suo, così da darlo a chi ne avesse più bisogno dato che a lui due non servivano. Questo spirito di generosità e condivisione l’ho potuto vedere più volte e credo sia di grande insegnamento. Il volontariato può davvero cambiare il modo di guardare le cose e ridimensionare le nostre priorità.

Stefania - Siziano (57 anni)
Mi chiamo Stefania. Ho aderito da poco all’iniziativa di Amici in Aiuto spinta dal desiderio di incontrare il prossimo là dove si trova, senza filtri né giudizi, accogliendo la fragilità come parte autentica della vita. Credo che nessuno sia riducibile ai propri limiti e che, anche nei momenti più bui, esista un bene possibile, magari piccolo ma reale, a cui ci si può aggrappare per ricominciare. Far parte di questa iniziativa per me significa mettermi in ascolto, offrire una presenza sincera e condividere la speranza che nasce dall’incontro. È un cammino fatto di umanità, in cui impararsi cura non è solo dare, ma anche ricevere: uno sguardo, una storia, una fiducia che lentamente si riconosce. In Amici in Aiuto riconosco la possibilità concreta di testimoniare che nessuno è solo e che il bene, quando è condiviso, diventa forza capace di aprire nuovi inizi. Guardare i volti e ascoltare il racconto della vita di chi incontriamo mi commuove sempre.

Mena - Milano (24 anni)
Ho iniziato questo servizio per la prima volta in Egitto, dove andavo nei villaggi poveri con i miei amici per aiutare. Dopo di che, mi sono unito al servizio senzatetto per servire cibo a piedi a lunga distanza. Quindi, mi sentivo felice quando vedevo la gioia sui volti delle persone mentre le servivo. Quando ho viaggiato in Italia, ho trovato amici nell'organizzazione "Amici in Aiuto" che facevano questo servizio ampiamente in termini di cibo, abbigliamento e molte altre cose. Dal momento in cui mi sono unito a loro, ho sentito che la felicità era tornata di nuovo in me.

Francesca - Milano (24 anni)

Ho scoperto questo volontariato grazie a una mia compagna di corso e, da novembre, quando riesco, cerco di organizzarmi per tenere libere una o due domeniche al mese e andare.

Con il tempo è diventato un posto che sa quasi di casa: l’aria di legame che si crea tra tutti i volontari è qualcosa di speciale. Ogni volta che vado, torno a casa con un sorriso stampato in faccia e con qualche aneddoto divertente da raccontare. Sono solo due ore alla settimana, ma bastano per farmi stare bene e rendere più leggera tutta la settimana.

Giusto per fare qualche esempio dalla scorsa domenica: abbiamo incontrato un signore sulla quarantina con un simpaticissimo cappello giallo dei Minions. Gli abbiamo fatto i complimenti e lui, tutto fiero, ci ha risposto: «Sì, lo so, me lo dicono tutti che è bellissimo. Tutti i bambini piangono perché lo vorrebbero e le mamme mi chiedono sempre dove l’ho comprato», per poi andarsene via con un’espressione compiaciutissima. Oppure una signora che non vedo praticamente mai sorridere e che si lamenta sempre dei vestiti disponibili per la prima volta mi ha regalato un sorriso enorme e mi ha ringraziata per averle dato un paio di slip da uomo rosso fuoco, almeno tre o quattro taglie più grandi della sua.

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Mona - Rozzano

Sono Mona e abito a Milano. Ho iniziato come volontaria con Amici in Aiuto a settembre, passeggiavo in corso Vittorio Emanuele e per caso ho visto altri volontari attivi nella distribuzione di cibo. Ho capito subito che volevo farne parte anche io. Tutti credono che si arricchisca chi riceve, la verità è che si arricchisce chi lo fa.

Oggi per me è un dovere.

Lorenzo - Milano (39 anni)

Ciao sono Lorenzo, un ragazzo di 39 anni di Milano. Ho iniziato a partecipare all’iniziativa di amici in aiuto tramite una mia collega e amica, che, in più occasioni in pausa pranzo, ha raccontato la sua esperienza di aiuto, di come facesse stare bene e, vista già la mia intenzione di iniziare un’attività di volontariato, ho cominciato una domenica sera della scorsa estate 2025.È stato davvero bello e ho subito coinvolto anche la mia compagna Francesca, che, con lo stesso entusiasmo, si è unita e, come me, non ha più smesso. È sempre emozionante constatare quanto bene puoi dare e ricevere, anche con piccoli gesti che, se fatti con il cuore, seppur piccoli, ma compiuti da tanti, realizzano un grande risultato, come questo.

Francesca - Milano (23 anni)

Fare volontariato con Amici in Aiuto significa uscire, incontrare la città quando è più fragile e portare con sé qualcosa di semplice ma essenziale: cibo caldo, una coperta, vestiti, prodotti di prima necessità. Gesti concreti, materiali, che rispondono a bisogni immediati, ma che in realtà raccontano molto di più. Ogni consegna è un incontro. Dietro ogni mano che riceve c’è una storia, una vita che spesso non chiede spiegazioni, ma solo rispetto e attenzione. In quei momenti capisci che non stai solo distribuendo aiuti, ma stai riconoscendo una persona, restituendo dignità attraverso la presenza e l’ascolto. Questa esperienza ti insegna a guardare Milano con occhi diversi e a non dare nulla per scontato. Ti ricorda che la solidarietà non è astratta, ma fatta di azioni piccole, ripetute, condivise. Ed è proprio nella semplicità di questi gesti che nasce qualcosa di potente: un senso di comunità, di responsabilità reciproca, di umanità che circola. Amici in Aiuto, per me, è questo: esserci davvero, dove serve, con ciò che serve.

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Barbara - Milano (56 anni)

Di professione sono una psicoteraputa. Ciò che mi è piaciuto dell'esperienza come volontaria è stato l’incontro umano: la presenza, lo scambio di poche parole e il riconoscere l’altro come persona, come soggetto con la propria storia , il proprio vissuto..tutte dimensioni che fanno parte anche del mio lavoro: in questa esperienza, però, ho potuto viverle attraverso gesti semplici e concreti, ricordandomi quanto il prendersi cura passi non solo dall’ascolto, ma anche dall’azione.

Patrizia - Gualdrasco

Sono una volontaria di Amici in Aiuto dall'inizio. Continuo a partecipare per aiutare chi ha bisogno e per imparare ad apprezzare di più quello che ho e soprattutto ricevere in cambio un sorriso, uno sguardo speranzoso, sollievo negli occhi. Ormai queste persone ci aspettano ogni settimana anche solo per scambiare due parole e quando le saluti dicendo che ci si vedrà la settimana dopo sembra che si possa dare la forza per andare avanti.

Benedetta - Locate

Da anni faccio volontariato in canile ma qualche mese fa ho deciso di iniziare a partecipare anche alle serate di amici in aiuto (ispirata dalla presenza di mia zia e qualche vicina di casa). Non si può descrivere la sensazione di gioia e soddisfazione che si ha alla fine di ogni incontro, l’umanità che si crea non solo tra di noi ma anche con le persone che aiutiamo. È una bellissima boccata di semplicità e mi ha insegnato ad essere grata delle cose che già ho (la fortuna di potermi fare la doccia quando voglio, mangiare sempre un pasto caldo o avere qualcuno con cui parlare); a volte in questa corsa a chi ha di più ci scordiamo di quanto siamo fortunati e “ricchi”. Credo proprio che aiutare gli altri faccia quasi più bene a chi sta aiutando.

Stefania - Cornaredo

Sono Stefania e faccio parte del gruppo volontari di “amici in aiuto” da un anno circa . Ho 61 anni e il volontariato è sempre stata quella “cosa” che avrei sempre voluto fare ma non ho mai avuto l’occasione , non sapevo da dove iniziare….poi, tramite un'amica di mia sorella, abbiamo conosciuto questo gruppo di volontari. Da quella sera ho capito che era quello che cercavo: essere d’aiuto per quelle persone meno fortunate di me, donare una coperta per scaldarsi, un paio di scarpe per sostituire quelle che indossano ormai troppo consumate . Ma a volte anche solo una parola, un come stai? Hai bisogno di qualcosa? Spesso hanno anche solo bisogno di parlare con qualcuno , un sorriso , un “come ti chiami “ che chissà da quanto tempo nessuno glielo chiede più .

Settimana scorsa una signora un po' avanti con l’età mi ha chiesto una saponetta per lavarsi. Le ho dato la saponetta con la sua scatoletta porta saponetta …era la persona più felice del mondo…mi ha ripetuto più volte “posso tenere anche la scatoletta? è come se le avessi dato la cosa più preziosa del mondo. Mi ha ringraziato non so quante volte. Ci sono tante situazioni, parole , sguardi che poi alla sera ti porti a casa e ti fanno riflettere . Tutto ciò mi “carica” per attivarmi , anche se nel mio piccolo,

per trovare tutto ciò che ai nostri amici , che ormai qualcuno conosciamo per nome,possa servire.

E’ molto bello ritrovarsi la domenica sera con tutti gli altri volontari perché

abbiamo tutti lo stesso obbiettivo, dare una mano a queste persone che vivono in condizioni così precarie.

Simona - Milano

Mi chiamo Simona e con mio marito Livio e mia figlia Sveva siamo venuti a conoscenza di Amici in aiuto tramite Beatrice che è la professoressa di spagnolo di Sveva, siamo andati all’incontro a scuola e poi ha proposto che si facesse questa esperienza insieme. Ho pensato che uscire dalla nostra quotidianità fatta di gioie, piccole/grandi difficoltà e routine, sarebbe stato un gesto che poteva essere di aiuto ai senza dimora, ma anche un grande insegnamento che potesse farci vedere la realtà con altri occhi. Sveva ha 13 anni e mi è sembrato giusto che guardasse Milano con occhi diversi e più attenti a chi ci circonda. È un’esperienza che riempie il cuore e il sorriso che riceviamo spesso come ringraziamento è una vera gioia.

Michela - Siziano

Con mio figlio William ci siamo avvicinati a questa esperienza nel 2024… e pensavamo di essere noi a donare qualcosa a loro … ma domenica dopo domenica ci siamo resi conto di quanto siano loro a donare qualcosa a noi … al nostro cuore e alla nostra anima.

Pilar - Milano (51 anni)

Sono spagnola e abito a Milano dal 1998, anno in cui sono arrivata come Erasmus e per amore.

Il volontariato è sicuramente nelle corde del mio carattere: già da bambina avevo questa indole, quella di aiutare le persone in difficoltà, di stare dalla parte degli ultimi. Anzi, di vedere gli ultimi: quelle persone che spesso non vogliamo guardare quando camminiamo per strada, perché in loro non vediamo la “bellezza, la facciata”, ma qualcosa che ci provoca repulsione. Molti sono sporchi, alcuni mangiano dai rifiuti…

Ed è proprio lì che mi sono ritrovata con Amici in Aiuto: ad aiutare le persone senza fissa dimora, ma anche i “nuovi poveri”, cioè quelle persone che, pur avendo un lavoro, non arrivano a fine mese e cercano vestiti, pasti, prodotti per l’igiene personale per sé o per i propri familiari.

Questa è stata la prima parte del mio contributo: incontrarci la domenica sera, indossare la pettorina gialla, caricarci di sacchi con vestiti, coperte, ecc., e andare per le vie di Corso Vittorio Emanuele a distribuire ciò che avevamo a chi ne aveva bisogno.

Ho capito subito che ciò che mi dava di più era chiacchierare con loro, restituire loro visibilità. Mi presentavo, stringevo la mano, parlavo un po’. Da invisibili diventavano visibili, e questo si vedeva nei loro sguardi: tornavano a essere “persone”.

Si scoprono tante cose: ho conosciuto persone con una cultura altissima che mi hanno insegnato molto — libri nuovi, linguaggi e termini ricercati, vite straordinarie vissute in tante parti del mondo — e anche la loro scelta di vivere per strada, di essere liberi. Io ci voglio credere, perché no?

Questa esperienza mi dà tantissimo: conosco persone, dedico loro il mio tempo e incontro tante vite diverse. È vero quello che si dice sempre: chi fa volontariato riceve molto più di quanto dà.

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